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LA NUOVA BASILICA DELLA ANNUNCIAZIONE

  Un monumento moderno

Giovanni MuzioLa basilica ideata dall’architetto Giovanni Muzio di Milano fu consacrata nel 1969. I lavori furono diretti dall’architetto francescano P. Benedetto Antonucci. Strutturalmente è innestata sui muri dell’edificio di epoca crociata. La decorazione è stata affidata a artisti di varie nazionalità.


Varie immagini della facciata della nuova basilica ideata da Giovanni Muzio

view 1 of façade

Immagine grande - 203KB


view 2 of façade

Immagine grande - 205KB


view 3 of façade

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L’esterno: facciate e portici

L’ingresso ufficiale del santuario è dal cancello di ovest che immette nel porticato che racchiude, come un chiostro, la Basilica. Sulla sinistra alcuni ricorsi aggettanti della facciata della basilica crociata. La facciata moderna, leggermente concava e chiusa ai lati da due torri, è dedicata al mistero dell’incarnazione. In alto, sul timpano, il Cristo Redentore (bronzo di Angelo Biancini, alto 3 m), l’Uomo-Dio nella sua gloria di primogenito di ogni creatura, che Dio Padre, quando furono maturi i tempi per attuare il suo piano di redenzione dell’umanità, inviò sulla terra, nato di donna, perché facesse la pace mediante il sangue della sua croce. Fu nel seno di Maria di Nazaret, al momento dell’Annunciazione, che il Verbo si fece carne e abitò fra noi. Il tema è svolto nei bassorilievi della facciata modellati dal Biancini e riportati a profondo graffito sulle pietre della facciata dal signor Cornelio Turelli.

Quattro fasce decorative ricordano simbolicamente il nostro universo di cui Dio in Gesù ha voluto far parte: la Terra, il Mare, il Cielo e il Cielo di fuoco sede degli angeli, secondo la cosmografia giudeo-cristiana (motivo di A. Maiocchi eseguito dal tagliapietre Najib Noufi). All’altezza dell’architrave i quattro Evangelisti, testimoni autentici della vita di Gesù in mezzo a noi.

Le tre porte in bronzo (opera di Roland Friederichsen) riprendono e svolgono più ampiamente gli stessi temi. Le due porte laterali in rame sbalzato sono incorniciate da una fascia trapezoidale fissa che reca in prevalenza i testi della Scrittura esplicativi dei rilievi della porta, che svolgono le profezie messianiche dell’Antico Testamento. Su quella di sinistra, dalla creazione al sacrificio di Isacco. Su quella di destra da Davide a Giona. Il portale centrale a due battenti (di 4 m di altezza x 3 di larghezza), è impostato compositivamente in otto ampi riquadri scanditi da un testo epigrafico esplicativo. È incorniciato dal portale in granito rosso sul quale è scolpita la Trinità, fonte del piano di salvezza, che fu già predetto più volte e in diverse maniere ai Padri per mezzo dei Profeti (scultore Turelli su modelli di Maiocchi). Padri ricordati sullo stipite sinistro: Adamo che pianta l’albero della vita dal quale un giorno sarà tagliato il legno della Croce, secondo un mito giudeo-cristiano. Piano di salvezza che è stato annunciato al mondo dagli Apostoli, ricordati sullo stipite destro.

Sulla porta, la vita di Gesù è raccontata con 16 episodi: 6 modellati in altorilievo fuso in bronzo, intorno ai quali si muovono 10 scene in rame sbalzato. Il battente di sinistra è dedicato all’infanzia di Gesù, iniziando dall’alto: Nascita, Fuga in Egitto, vita a Nazaret. Il battente di destra racconta la vita pubblica di Gesù Maestro, dal basso in alto: Battesimo, Beatitudini, Crocifissione.

Una seconda facciata minore, in asse con la grotta venerata sulla parete meridionale della basilica, è dedicata alla Vergine Maria. Vi si legge scolpito il testo della Salve Regina con al centro la statua di Maria di Nazaret (bronzo di F. Verroca). Vi si affaccia un balcone per le benedizioni. All’interno del piccolo pronao decorato a mosaico, del prof. Salvoni, si aprono le porte. La porta centrale in bronzo, opera di F. Shrady, America, narra la vita della Madonna. Le due porte laterali in rame sbalzato (opera di Genni Mucchi) sono ispirate alle litanie lauretane.

Sulla parete del porticato esterno, appesi come ex-voto, quadri che ricordano ai pellegrini i santuari della Vergine più venerati della loro terra di origine. Una loggia si affaccia sulla valle.



L’entraaa principale alla nuova Basilica dell’Annunciazione

view 1 of entrance

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La basilica inferiore

La nuova basilica, all’esterno un blocco unico in cemento armato rivestito in pietra da taglio locale, all’interno è composta da due aule sovrapposte e comunicanti attraverso un oculo sul quale si alza la cupola. Due scale elicoidali in facciata e una terza scala in corrispondenza della facciata meridionale, collegano le due chiese.

Nella penombra della basilica inferiore - sobriamente illuminata dalle vetrate (eseguite da Lidia Roppolt), notare come la parete di nord segua il tracciato del muro della basilica crociata recuperato nella nuova costruzione per un’altezza di tre, quattro metri con le semicolonne e i ricorsi originali, per tutta la sua lunghezza. Le travi in cemento armato della navata ripetono i pilastri quadrati o a fascio della basilica crociata.

All’altezza del terzo pilastro si alzano due dei quattro piloni che sostengono la cupola e il pavimento della basilica superiore, e che danno la possibilità di liberare una vasta area al centro della basilica per consentire la completa visibilità della Grotta e dei resti antichi recuperati nello scavo archeologico, racchiusi da una balaustrata in ferro. La Grotta, in gran parte naturale, è messa in rilievo dall’abside anomala appositamente creata dall’architetto crociato; sulla parete nord, fu rispettata dalle costruzioni sacre che vi furono addossate o sovrapposte.

L’architetto crociato per non manomettere la volta, in corrispondenza di un pilastro, lo inventò pensile appoggiandolo su due colonne di granito che spuntavano dall’interno della Grotta. I bizantini adattarono la loro chiesa al dislivello della montagna che in questo caso era molto irregolare per l’utilizzo pratico che ne avevano fatto gli abitanti.

Gli architetti moderni hanno ideato i quattro piloni di sostegno della cupola al centro dell’edificio per lasciare libera e spoglia l’area sacra ricca solo della luce che cala dall’alto.

Esternamente la Grotta si presenta come un dado roccioso isolato circondato dall’abside aggiunta sul muro settentrionale della basilica. Internamente come una cappellina rupestre dalla forma rotondeggiante absidata a est (5.50 m da nord a sud, 6.14 m da ovest a est, sui 3 m di altezza). La presenza a livello del pavimento di resti di silos e di frammenti di ceramica nelle fenditure del tetto, non la differenziano dai sotterranei delle abitazioni del villaggio scoperti nelle vicinanze. Il cambiamento dell’area in luogo di culto ha reso però impossibile immaginare oggi l’aspetto primitivo della casa della Vergine. L’esame degli intonaci sovrapposti sulle pareti della grotticella che l’affianca a ovest, ha dato elementi storici per almeno dire quando questo cambiamento era già avvenuto. La grotticella è chiamata la “grotta di Conone”, dal nome del diacono di Gerusalemme che ne fece mosaicare il pavimento, come si legge sull’ingresso. La grotticella si presenta oggi come un vano impostato verso nord-ovest con apertura verso sud diviso in due ambienti da un gradino. li piccolo vano misura 1.75 m x 1.50 m. Un pannello mosaicato con monogramma cristologico ne decora il livello più basso in relazione con l’ingresso. Un banco in muratura correva lungo il muro occidentale. Le pareti decapitate probabilmente quando fu costruita la basilica crociata, ancora conservano tracce di 4 o 6 strati di intonaci. Un paziente lavoro condotto dai PP. Testa e Antonucci ha reso possibile il recupero dei graffiti tracciati dai pellegrini, degli intonaci sovrapposti, e la liberazione dell’intonaco primitivo, certamente il più interessante. Nello stacco del terzo intonaco (iniziando dalla parete rocciosa) fu trovata infissa nella malta una monetina della metà del IV secolo, forse dell’imperatore Costante. La monetina è un buon indizio archeologico per la datazione a prima di quella data dell’intonaco primitivo decorato con una serie continua di 21 ramoscelli fioriti con l’aggiunta di una corona. Una iscrizione con lettere di colore rosso al centro della composizione ricorda la benefattrice Valeria. Sotto l’aspetto iconografico, mentre i ramoscelli rimandano al tema del “paradiso” come luogo ameno di premio e di felicità, la corona è in rapporto con la “vittoria” conseguita. Nell’interpretazione dei PP. Bagatti e Testa, la fascia rappresenta il paradiso come premio di vita cristiana conseguito da un martire anonimo venerato accanto alla Grotta. Graffiti vari con invocazioni a Gesù il Cristo tracciati nei pressi della corona, testimoniano la venerazione che i pellegrini pre-crociati ebbero per questo luogo.

Due scale tagliate nella roccia mettevano in comunicazione il corridoio antistante le due grotte con un ambiente mosaicato che sorgeva a sud ad una quota più elevata. Lo stralcio di mosaico che ancora vi si può vedere, decorato con una croce in corona e con croci sparse nel campo, è orientato verso la Grotta, come il mosaico di Conone. Il P. Bagatti ne conclude che doveva trattarsi di una sistemazione precedente alla costruzione della basilica bizantina nella quale diventeranno rispettivamente la navata centrale e settentrionale con un nuovo mosaico orientato normalmente verso est.

Della basilica bizantina, a tre navate (di 19.50 m di lunghezza per 8 m di larghezza), resta visibile l’abside centrale e resti del mosaico della navata settentrionale e meridionale. Il complesso sacro comprendente la basilica, l’atrio a ovest, e l’annesso monastero a sud, si estendeva oltre la parete sud della basilica attuale e copriva un’area di 48 m di lunghezza x 27 m di larghezza. Nello stacco dei mosaici che decoravano tali ambienti furono recuperati 82 elementi architettonici di un edificio sinagogale che doveva sorgere nei pressi della Grotta. Il P. Bagatti pensa che ne potesse far parte lo stilobate della chiesa bizantina che nell’adattamento liturgico odierno serve da appoggio al banco che circonda l’altare delle concelebrazioni di fronte alla Grotta. L’area dell’altare è stata ottenuta ribassando il primitivo livello della navata centrale della chiesa bizantina. Sotto il mosaico della corona con monogramma fu scoperta una vasca con gradini scavata nella roccia da mettere in relazione con il primitivo utilizzo cultuale dell’area antistante la Grotta.

Una cancellata in ferro battuto decorata con simboli vari (H. Pedit) separa la Grotta dall’area circostante. Un baldacchino con rilievi in rame dorato raffigurante l’Annunciazione e angeli adoranti la copre dall’alto (C. Coiruyt). Ai lati della Grotta restano in vista due pilastri a fascio della basilica crociata.

Addossati alla ringhiera che circonda l’area sacra sono posti due portacandele in ferro battuto (A. Gerardi).

L’altare nell’abside centrale della basilica è decorato con un crocifisso in rame (Ben Shalom), mentre due bassorilievi con i santi Gioacchino e Anna, genitori della Vergine e nonni di Gesù, sono appesi alle pareti dell’abside nord. Nell’abside sud è conservato il quadro dell’Annunciazione (XVIII sec.) una volta posto sull’altare della Grotta nella chiesa francescana.


Il piano superiore della nuova baslica dell’Annunciazione

upper basilica

Immagine grande - 151KB


Il mosaico nel presbiterio rappresenta la Chiesa "una, santa, cattolica e apostolica"
the apse mosaic

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Altra vista più generale della Basilica superiore

internal view

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La basilica superiore

Le due scale elicoidali in facciata che mettono in comunicazione la chiesa inferiore con la superiore, sono illuminate da vetrate ispirate a temi mariani (A. Farina).

La grande aula per le celebrazioni della chiesa superiore è illuminata a piena luce dalla cupola a pannelli prefabbricati e dalle ampie vetrate, in facciata, sulle pareti (Ingrand), e sul tamburo della cupola (Yoki Aebischer). Sulla parete di fondo del presbiterio domina il grande mosaico ispirato al tema della chiesa una santa cattolica e apostolica (S. Fiume), accompagnato dai graffiti ispirati all’Apocalisse (Gi. Baruzzi).

La cappella laterale nord è dedicata ai Santi Francescani di alcuni dei quali si conservano le reliquie nei busti settecenteschi in argento, e all’opera apostolica della Custodia di Terra Santa (G. Baruzzi). La cappella del Santissimo Sacramento, a sud, svolge il tema della guerra e della pace, della lotta del bene e del male (R. Ubeda).

I quadri delle pareti vogliono riassumere il culto della Vergine nei principali santuari del mondo.

Sulla parete di destra: Camerun - Ungheria - Brasile - Stati Uniti - Polonia - Portogallo - Spagna - Italia.

Sulla parete di sinistra: Inghilterra - Australia - Argentina - Venezuela - Libano - Giappone - Canada.

Al di sopra dei confessionali addossati sulla parete occidentale quattro quadri a intarsio ricordano la misericordia di Dio che perdona i peccati (Alessandrini).

Le formelle delle 14 stazioni della Via Crucis (A. Biancini) sono affisse ai piloni che reggono la cupola. Nel pavimento intarsiato che inizia sulla porta con il ricordo di Giovanni XXIII che approvò il piano della nuova basilica, sono ricordate le prerogative della Madonna espresse nelle deliberazioni dei concili ecumenici e nelle parole dei Papi, dalla maternità divina insegnata dal concilio di Efeso (431), alla proclamazione dei dogma dell’Assunta (Pio XII, 1950). Un ricordo particolare è dedicato a Paolo VI pellegrino a Nazaret nel 1964 in pieno cantiere.

Nei pressi del presbiterio, un candelabro in bronzo (2.90 m) sintetizza plasticamente la storia della salvezza da Adamo e Eva a Gesù Redentore che sostiene e presenta al mondo la barca di Pietro guidata oggi dal Papa (A. Farina).

Due porte sulla parete settentrionale mettono in comunicazione la basilica superiore con il sagrato pensile, che copre all’esterno i resti del villaggio antico, sui quale si alza la cappella del battistero. Sui battenti in bronzo sono sviluppati (N. Steenbergen) i temi della storia sacra legati alla Chiesa della Circoncisione (porta occidentale) con l’Albero di Jesse, l’Annunciazione, l’adorazione dei pastori e la chiamata di Pietro), e alla Chiesa della Gentilità (porta occidentale con il ciclo di Giona profeta, l’adorazione dei Magi, la Pentecoste e la vocazione di Paolo). Nelle due lunette sono inserite la Natività e l’adorazione dei Magi in terracotta invetriata (A. Biancini).

Le vetrate, i mosaici parietali e il fonte in bronzo con il battesimo di Gesù, del battistero, sono opera dei coniugi Hartmann. Mentre il disegno del pavimento del sagrato (il cantico delle creature e stemmi francescani), eseguito dal nazaretano Elias Tabry, è opera di A. Alessandrini.

Sul vertice della piramide che copre il presbiterio della basilica superiore, è collocato un gruppo a grandezza naturale in rame con il Calvario (Galvanoni). Sette campane dedicate al Crocifisso, all’immacolata, al Risorto, a san Francesco, ai santi Gioacchino e Anna e a san Giusto compongono il concerto della basilica che ripropone tre volte al giorno l’Ave Maria di Nazaret composta da don Mariano Jaccarino dell’abbazia di Montecassino.


La cupola della nuova basilica con la forma di "fiore" rovesciato

dome

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Created / Updated August, 2006 at 0:11:05 by J. Abela, E. Alliata, E. Bermejo, A.Alba, Marina Mordin
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