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Nato nel 1572, era figlio dell’Emiro Qorqmas della tribù araba “Beni Ma‘an’ e di religione drusa. L’occupazione turca non aveva offuscato il desiderio di indipendenza nei territori arabi. Fakhr ed Din, nonostante tutto, riuscì ad estendere il suo emirato in una zona dei Libano fino alla costa mediterranea e strinse relazioni ed alleanze con i nemici dei turchi. Con le armi, il denaro e l’astuzia si impadronì dei principali centri e anche di Acri, Banias ed Haifa. Il Sultano, preoccupato, ordinò al Pascià di Damasco di domare il ribelle, ma Fakhr ed Din, prudentemente, preferì - dopo di aver lasciato l’esercito a suo fratello e al figlio - andare in volontario esilio in Italia e precisamente alla corte di Cosimo II de’ Medici, ove rimase dal 1613 al 1618. Durante la sua permanenza in Italia fece visita di omaggio a Papa Paolo V e continuò a tessere le fila per scacciare i Turchi dal Libano, dalla Palestina e dalla Siria.
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