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Data: 6.10.2005
Fonte: Custodia di Terra Santa
Sulla Terrasanta, da un punto di vista editoriale, in Italia c’è un grande vuoto. Ed è un paradosso: dei luoghi della rivelazione biblica e dell’incarnazione del Cristo si parla sui media solo purtroppo a proposito del conflitto tra Israele e Palestina. Il patrimonio di spiritualità, storia e cultura che la Terrasanta racchiude rimane una prerogativa di pochi. Anche chi si incammina verso Gerusalemme come pellegrino, nella maggior parte dei casi, ha un retroterra approssimativo dal punto di vista sia contestuale sia biblico e culturale.
Inoltre Gerusalemme è la città santa anche per gli ebrei e i musulmani, il luogo delle origini per una importantissima fetta dell’umanità. Il fatto di essere crocevia della storia, la rende unica e irripetibile. Ma ne esalta anche il valore simbolico: su Gerusalemme si ripercuotono le tensioni del mondo (oggi con un inaudito carico di barbarie). A Gerusalemme possono essere trovate le ragioni e le vie della convivenza.
Da un punto di vista ecclesiale è sempre utile ribadirlo la Terrasanta è «il luogo da cui siamo stati generati». Di qui l’importanza e la necessità di occuparci della situazione dei Luoghi Santi, della loro custodia, delle relazioni tra le Chiese cristiane, della situazione di marginalità nella quale si trovano oggi a vivere i cristiani di Terrasanta, dei rapporti con l’islam e l’ebraismo. Da ultimo non possiamo chiudere gli occhi di fronte al contesto politico e al conflitto tra israeliani e palestinesi. E alle conseguenze che questa situazione di violenza e sangue ha sulla vita delle comunità cristiane e della Chiesa in Terrasanta.
C’è un costante invito da parte del Papa, dei vescovi e del leader delle Chiese cristiane in Terrasanta ai pellegrini, affinché non abbandonino i Luoghi santi e si facciano sempre più prossimi alle comunità locali. La vicinanza e la preghiera dei fratelli di tutti continenti, lo stimolo a camminare sulla strada della pace, hanno una ricaduta anche sull’azione dei governi e sul cambiamento di mentalità dei popoli. Anche in questo modo si può favorire una maturazione della società palestinese e un rinnovamento di quella israeliana, perché superino i pregiudizi e i muri e si incamminino sulla strada della pace.
Le sfide di una iniziativa editoriale sulla Terrasanta non sono poche, ma tutto sembra indicare che il momento è propizio. Le Edizioni Terra Santa cercheranno di cogliere i “segni dei tempi” e si faranno promotrici di una rinnovata attenzione verso i Luoghi Santi.
Comunicato Stampa
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