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Germogli di pace: non è il nome di una favola o di un romanzo, ma è il nome di un progetto, che ha visto la luce grazie al Comune di Brescia in collaborazione con Don Pierangelo Ferrari, Doni Ferrari, e Padre Ibrahim Faltas. Non è la prima volta che gli italiani, seguendo l’esempio del poverello d’Assisi che dice:
Signore fa di me uno strumento di tua pace, si sentono vicini ai popoli che soffrono l’afflizione della guerra e cercano di aiutarli in tutti modi. Ed offrono ancora una volta agli israeliani e ai palestinesi l’occasione di fare un’esperienza di convivenza e di condivisione invitando,a loro spese, due gruppi scout (arabi e israeliani) in Italia.
Convinti che tra i giovani c’è sempre una via di dialogo e di amicizia, sperando di poter realizzare qualcosa con questi giovani, e che ciò che cominceranno a fare in Italia possa avere una continuazione a Gerusalemme. Nella settimana tra il primo e il sette agosto, i ragazzi sono andati a fare un campeggio scout vicino a Brescia a Cler a nord del lago di Idro.
Gli scout italiani hanno messo subito i palestinesi e gli israeliani a lavorare insieme, anche nelle cose più semplici,come cucinare o preparare attività ricreative e formative. A dire il vero nonostante le difficoltà( gli arabi non parlavano ebraico, gli ebrei non parlavano arabo, il maltempo che disturbava e gli italiani che parlavano poco inglese), tutti si sono adattati in un modo sorprendente e sono stati capaci di superare tutte queste difficoltà.
Colgo l’occasione per ringraziare gli scout italiani che si sono impegnati fino alla fine per poter dare successo a questo progetto facendo anche dei grossi sacrifici. La seconda settimana, tra l’8 e il 16 Agosto, i giovani si sono trasferiti presso il santuario della Madonna di Riosecco vicino a Capovalle. In questa settimana c’è stata la verifica di questo progetto: i ragazzi sono rimasti separati dal mondo in un Santuario fuori città, in due grandi dormitori, uno maschile e uno femminile, custoditi dai carabinieri e dalle guardie forestali 24 ore su 24.
I ragazzi sono tornati a casa, con un germoglio di pace nel cuore perché crediamo che nonostante le difficoltà questo incontro abbia lasciato un segno positivo in ciascuno di loro.La nostra speranza e preghiera è che questo germoglio trovi una terra buona in cui possa crescere e moltiplicarsi in cento, mille germogli di pace.
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